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Agosto 2020 - Una manciata di azioni alimenta l'euforia del mercato azionario - Commenti dei Gestori Sistematici

14 Settembre 2020

Emmanuel Hauptmann

Quando i mercati iniziano a dare segni di "esuberanza irrazionale" è difficile resistere alla tentazione di trovare precedenti storici. Il recente rally, in particolare del NASDAQ, ci ricorda la fine degli anni '90. L'allora presidente della Fed, Alan Greenspan, fu costretto a tagliare i tassi nell'ottobre del 1998 per riportare liquidità nei mercati dopo il collasso di LTCM. A beneficiarne furono soprattutto i titoli tecnologici, che segnarono una crescita esorbitante. Il resto della storia e il conseguente crollo dei mercati sono noti a tutti. Ma sarebbe troppo facile pensare che l'attuale situazione potrebbe avere lo stesso epilogo. Ciò che è certo è che i tassi bassi, da soli, non possono fungere da rete di salvataggio per tutte le situazioni estreme che oggi si leggono sui mercati finanziari.

Le azioni di giganti come Tesla e Apple hanno registrato una vertiginosa impennata nelle ultime settimane, grazie principalmente:

  • alla spasmodica ricerca di società growth e asset di investimento di lungo termine;
  • al recente frazionamento azionario, che ha reso i titoli accessibili a operatori su piattaforme come Robinhood, scatenando ulteriore euforia;
  • alla modifica del target di inflazione della Fed, che tollererà eventuali sforamenti e aprirà le porte alla possibilità di tassi bassi più a lungo.

Il caso Tesla – una capitalizzazione di mercato sconcertante

La società potrebbe essere prossima a produrre batterie più leggere e durevoli e ad aumentare sensibilmente la sua capacità produttiva, ma l'aspetto più rilevante è la sua capitalizzazione di mercato, che ha quasi raggiunto quella dei 5 principali produttori di automobili mondiali messi insieme. Nel 2019, Toyota da sola ha venduto poco meno di 11 milioni di veicoli mentre per Tesla le vendite si sono fermate a meno di 300 000 unità.


Fonte: Bloomberg, RAM AI, al 31.08.2020

L'annuncio della Fed ha favorito i titoli di società altamente indebitate e di bassa qualità, mentre i titoli value hanno continuato ad essere ignorati dagli operatori del mercato.

Inoltre, operazioni di pura facciata, come i frazionamenti azionari, hanno spinto alcuni segmenti del mercato verso territori inesplorati. Consigliamo agli investitori di non lasciarsi distrarre dal livello degli indici azionari, in quanto sembra che una manciata di azioni sia in preda agli stessi eccessi della fine degli anni '90.

L'importante è rimanere ben diversificati in termini di strategia e capitalizzazione di mercato, e concentrati sulla liquidità.

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