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11 Febbraio 2021

Philippe Huber, Tony Guida

Il fondo RAM (Lux) Systematic Funds - Diversified Alpha Fund (Classe PI USD al netto delle commissioni*) ha iniziato tonico il 2021, generando una performance del +1,96% in gennaio.

Il primo mese del 2021 ci ha rammentato la vecchia citazione di Mark Twain, "la storia non si ripete, ma fa rima". Gran parte dell'economia è ancora scossa dalla crisi pandemica globale. Nonostante le promesse di provvedimenti futuri e di stimoli finanziari, le prospettive di crescita sono tutt'altro che rosee. Negli ultimi giorni del mese gli investitori hanno reagito negativamente a causa dei crescenti timori riguardo a potenziali disordini negli Stati Uniti, a ulteriori lockdown per contenere il virus e al caso GameStop & Co.

Tutto questo ha comportato un'accresciuta dispersione degli asset, soprattutto nella seconda parte del mese, aprendo la strada alle strategie a breve termine. L'aumento del day trading tra gli investitori retail, manifestatosi principalmente attraverso il caso dello short squeeze di GameStop, ha spinto alcuni importanti hedge fund discrezionali ad attuare una rapida riduzione della leva, esacerbando così la dispersione in alcuni segmenti del mercato azionario.
La nostra strategia si basa su un processo proprietario che fa leva su algoritmi Genetici, che permettono di costruire portafogli di strategie a breve, medio e lungo termine volte a trarre vantaggio dai fenomeni di trend trading e reversal trading tra e all'interno delle asset class.

In gennaio il fondo ha beneficiato principalmente delle posizioni a breve termine in tutti e due i nostri programmi d'investimento (Futures e Azioni Liquide), che hanno chiuso il mese in territorio positivo.

  • Il programma Futures ha tratto beneficio dalla componente short principalmente nelle obbligazioni a medio termine e nelle valute,
  • mentre il programma Azioni Liquide ha prosperato per effetto delle posizioni long nel settore farmaceutico e nei beni strumentali statunitensi. 

Il miglior contributo del mese è giunto dalle posizioni short sulle obbligazioni australiane.

L'apporto più sfavorevole è invece imputabile all'esposizione long verso le obbligazioni in euro a lungo termine.

*Fonte: RAM Active Investments