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Gennaio 2020 - Coronavirus: quali le aree colpite più duramente? - Commenti dei Gestori Sistematici

13 Febbraio 2020

Thomas de Saint-Seine

ASIA: osservato speciale

La rapida diffusione del virus letale proveniente dalla Cina è rimasta al centro dell'attenzione degli investitori e ha messo a nudo la fragilità dei mercati globali.
Il timore che il contagio potesse tramutarsi in una pandemia di portata mondiale ha interrotto temporaneamente un rally azionario in atto da sette settimane nei mercati emergenti; la chiusura delle borse cinesi per le festività del Nuovo Anno ha spostato l’attenzione al resto del continente asiatico (Hong Kong e Taiwan sono state le più colpite).
Nonostante il numero delle vittime sia in aumento e i casi confermati siano in crescita, le azioni globali sono tornate a guadagnare terreno agli inizi di febbraio, lasciandosi apparentemente alle spalle i timori che il virus possa compromettere l'economia globale.
Il contesto attuale, che ignora totalmente i fondamentali dei titoli e che passa repentinamente da un sentiment di risk off ad uno di propensione al rischio, non favorisce di certo le strategie all cap con approccio bottom up. L’incremento della volatilità ha impattato negativamente soprattutto sulle aziende small e mid cap, essendo queste legate a doppio filo alle oscillazioni del mercato interno.
In una fase di sell off indiscriminato, la selezione dei titoli è diventata incredibilmente complessa e le mega cap presenti nell'indice hanno beneficiato di tali movimenti (essendo gran parte dell’attività rivolta alle economie sviluppate).

EUROPA: focus

Anche i mercati europei non sono risultati immuni al Coronavirus e alcuni settori sono stati fortemente penalizzati (compagnie aeree, attività estrattiva e lusso, su tutti).
Rimangono ancora almeno due importanti questioni “politiche” irrisolte sul tavolo:
- la Brexit si è concretizzata, ma le trattative per l'accordo finale si preannunciano lunghe e turbolente;
- la BCE continua a sostenere l'economia, ma sono ormai diversi gli analisti che ritengono che l'istituto abbia quasi terminato le cartucce a disposizione.

Dopo un anno estremamente difficile per le strategie equity market neutral, i gestori guardano all'Europa con notevole interesse, rafforzando le posizioni short, considerate le incertezze e la volatilità sottostante.
Già nei primi giorni del 2020 si registrano i primi segnali del ritorno dei flussi d'investimento verso i gestori attivi, dinamica che potrebbe influire positivamente sulla nostra strategia Long Short.
Come si evince dal grafico sottostante, ad oggi, tutte le strategie nel nostro portafoglio short stanno registrato performance eccellenti.

Fonte: RAM Active Investments a fine Gennaio 2020

Vale la pena sottolinare l'ottimo andamento della nostra strategia Long/Short European Equities in un mese volatile per le piazze azionarie europee: ciò accresce il suo valore aggiunto all'interno del portafoglio come elemento di diversificazione e decorellazione.

RAM Global Bond Total Return Fund

La strategia Global Bond Total Return ha continuato a conseguire buoni risultati in un contesto di correzione (seppur lieve) del mercato del credito e della marcata fuga degli investitori verso i titoli di Stato dei mercati sviluppati ritenuti più sicuri.
Siamo fermamente convinti che lo scenario attuale caratterizzato da spread ridotti renda necessario un approccio tattico e diversificato.
Nelle ultime settimane abbiamo ridimensionato l'esposizione al credito, prendendo beneficio da alcune posizioni; attualmente il portafoglio privilegia i Titoli di Stato e i quasi-sovrani.
Gennaio ci ha consentito di cogliere nuove opportunità in modo selettivo, laddove il profilo rischio/rendimento è divenuto più interessante.

 

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